Cancro: cenni sulle sue origini

mitosis-3876669_1920Il tumore (dal termine latino tumor, ovvero “rigonfiamento”) rappresenta una massa di tessuto che si sviluppa in eccesso ed in maniera scoordinata rispetto ad un tessuto normale.

La crescita incontrollata viene determinata dalle alterazioni presenti nel proprio patrimonio genetico. Esse si trovano alla base di oltre 100 differenti tipologie di tumori.

Fra questi, il tumore maligno, conosciuto generalmente con il nome di cancro, è una malattia che da secoli, forse da sempre, affligge l’uomo. Infatti, un team di ricercatori appartenenti all’ Università del Witwatersrand ha scoperto che il primo tumore maligno si può datare a circa 1,7 milioni di anni fa su un ominide che, come antenato del genere umano, era già afflitto da un osteosarcoma, cioè un tumore maligno alle ossa.

Ai giorni nostri però, con la complicità dello sviluppo tecnologico, questa patologia ha un’incidenza che aumenta in modo significativo, specialmente a causa dei fattori di rischio esterni i quali impattano sempre maggiormente sulla nostra salute; come ad esempio il fumo, lo stile di vita, l’inquinamento ambientale.

Come è nata la chemioterapia?

Possiamo dire che la nascita della chemioterapia avvenne quasi per caso. Inizialmente gli interventi sul cancro erano basati sulla rimozione chirurgica, poi, ci fu l’avvento della radioterapia, verso la fine del 1800, grazie all’invenzione dei raggi-X2.

I trattati di Marie e Pierre Curie sull’utilizzo con obiettivo diagnostico dei raggi-X consentirono di capirne presto il potenziale terapeutico per la lotta ai tumori.

Ma, soltanto nella prima metà del 1900, ovvero durante la Seconda Guerra Mondiale, si avrà la primissima comparsa della chemioterapia e, come detto, fu solo una scoperta accidentale.

Quando si dice il caso…

Nel mese di dicembre del 1943, fu bombardata una nave che al suo interno trasportava delle bombe caricate di composti chimici (come il gas mostarda). Purtroppo, i gas tossici riuscirono a contaminare migliaia di uomini e di donne, i quali, perirono per aplasia (una mancanza) di cellule del midollo osseo.

Così, si venne a scoprire che le mostarde azotate (cioè i componenti chimici dei gas) andavano ad interferire con la replicazione del DNA. In questa maniera, il danno era tanto più alto quanto più veloce risultava il ciclo della crescita delle cellule.

L’idea di tradurre tale esperienza in una plausibile terapia per affrontare le cellule tumorali a rapida crescita ha permesso la nascita della chemioterapia antineoplastica.

Oggi la lotta a questo male è sempre più avanti grazie anche alle borse di studio per la ricerca contro il cancro concessa da numerosi istituti come il centro Sergio Lombroso.

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