La qualità dell’aria di casa nostra è affidabile?

qualità ariaIl monitoraggio della qualità dell’aria di casa è una necessità avvertita da molte persone, che proprio per questo motivo decidono di avvalersi di sensori per la misurazione di tale parametro. In questo modo, chiunque ha la possibilità di accertare il livello di anidride carbonica nell’abitazione in cui vive, ma anche di verificare la presenza di polveri sottili o pollini. Anche se può sembrare sorprendente, vista la protezione che dovrebbe essere garantita dalle mura domestiche, l’aria di molte case è inquinata, anche a causa dell’impiego di solventi o di prodotti per le pulizie che contengono al proprio interno sostanze nocive.

L’analisi dell’aria domestica consente di individuare la presenza di qualsiasi elemento in grado di avere ripercussioni negative sulla salute degli inquilini: si pensi ai contaminanti microbici come i batteri e i funghi, ma anche alle particelle sospese di gas e fumi. L’elenco è più lungo di quel che si possa immaginare, ma tra i tanti nemici del nostro benessere vale la pena di menzionare almeno i composti organici volatili, il radon e il monossido di carbonio. Chi avrebbe mai potuto immaginare che perfino l’aria della nostra camera da letto potesse essere inquinata?

Ecco perché c’è bisogno di misuratori della qualità dell’aria, in virtù dei quali è possibile procedere alla misurazione dei più importanti tipi di polveri sottili che si possono rintracciare in un appartamento. Due sono le insidie principali di cui occorre tenere conto, e cioè il PM 2.5 e il PM 10. Quest’ultimo è il particolato costituito da particelle più piccole di 10 µm: le tanto temute e rinomate polveri sottili, che sono così pericolose per la loro capacità di penetrare nella laringe e nel naso. In particolare, le particelle il cui diametro è compreso tra i 2.5 e i 5 µm si depositano prima dei bronchioli, con conseguenze preoccupanti per il benessere degli individui. Insomma, le famigerate polveri sottili non si respirano solo quando ci si immerge nel traffico cittadino, tra camini fumanti, industrie inquinanti e suv che sgasano a tutta velocità, ma perfino sotto il nostro tetto, in bagno o in camera da letto. La massima attenzione deve essere prestata anche al PM 2.5, noto come particolato fine: si tratta di particelle che non superano i 2.5 µm di diametro e che, una volta inalate, raggiungono addirittura i polmoni.

Ma non è tutto, perché ci sono molti altri agenti che contribuiscono a peggiorare la qualità dell’aria che respiriamo nelle nostre case: il monossido di carbonio, per esempio, viene generato da qualunque dispositivo in cui vengano bruciati l’ossigeno e un combustibile; ma anche l’anidride carbonica, che proviene dagli impianti di riscaldamento che funzionano grazie a un combustibile. Sarebbe utile, inoltre, poter contare su sensori di umidità: un livello elevato di umidità, infatti, può agevolare la comparsa e la proliferazione dei batteri, dei funghi e delle muffe. Da non sottovalutare neppure i VOC, vale a dire i composti organici volatili: si tratta di inquinanti di origine chimica che provengono dalla benzina, dai rivestimenti protettivi, dai detersivi o dalle vernici.

Esistono, ad ogni modo, alcuni accorgimenti che permettono di diminuire la quantità di anidride carbonica in casa: il più semplice di tutti è quello che prevede il ricambio dell’aria, attraverso la ventilazione meccanica controllata che si rivela preziosa soprattutto in autunno e in inverno, quando l’apertura delle finestre potrebbe determinare una eccessiva dispersione di calore. Il ricorso a un purificatore di aria è un altro rimedio da tenere in considerazione.

Se non si è sicuri sul come muoversi, esistono aziende specializzate che possono venirci in soccorso:

leader nella vendita di sensori affidabili per la misurazione della qualità dell’aria è l’azienda Repcom, che si occupa anche di molti altri componenti elettronici, tra i quali sensori di umidità, sensori di livello e sensori di pressione.

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