MiFID II, una rivoluzione ma… non per tutti

Lo scorso 3 gennaio 2018 è entrata in vigore la nuova direttiva sui mercati finanziari (MiFID II). Tuttavia, sebbene la rivoluzione che è prevista dal legislatore europeo potrebbe apportare dei cambiamenti a ben più di qualche operatore, è bene rammentare che non tutti i soggetti sono interessati dai cambiamenti.

In particolar modo, la direttiva non si applica alle imprese di assicurazione né alle imprese che svolgono le attività di riassicurazione e di retrocessione di cui alla direttiva 2009/138/Ce, e ancora alle persone che prestano servizi di investimento esclusivamente alla propria impresa madre, alle proprie imprese figlie o ad altre imprese figlie dell’impresa madre.

Sempre il legislatore europeo ha precisato che la direttiva non trova applicazione alle persone che prestano servizi di investimento a titolo accessorio nell’ambito di un’attività professionale, se l’attività è disciplinata da disposizioni legislative o regolamentari o da un codice di deontologia professionale i quali non escludono la prestazione di questi servizi.

Tra le altre eccezioni, vi sono anche quelle relative alle persone che negoziano per conto proprio in strumenti finanziari diversi dagli strumenti derivati su merci o dalle quote di emissione o relativi strumenti derivati e che non prestano altri servizi di investimento o non esercitano altre attività di investimento in strumenti finanziari diversi dagli strumenti derivati su merci, dalle quote di emissione o relativi derivati. In questo caso, però, non si opera nell’ipotesi in cui tali persone siano market maker, o siano membri o partecipanti di un mercato regolamentato o sistema multilaterale di negoziazione (Mtf) o abbiano accesso elettronico diretto a una sede di negoziazione, o ancora applichino una tecnica di negoziazione algoritmica ad alta frequenza o negozino per conto proprio quando eseguono gli ordini dei clienti.

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