Stima Pil USA rivista ancora al rialzo

La terza stima del PIL statunitense relativo al quarto trimestre ha fatto registrare una revisione verso l’alto a 2,1 per cento t/t ann., da 1,9 per cento t/t ann. relativo alla seconda stima. Merito soprattutto della crescita dei consumi di 3,5 per cento t/t ann., contro il precedente dato di + 3 per cento t/t ann., grazie al migliore contribiuto dei beni durevoli e dei servizi ricreativi, e marginalmente dal contributo delle scorte (+1 punto percentuale da 0,9 punti percentuali).

USA, buon incremento degli ordini di beni durevoli

Negli USA le ultime statistiche a nostra disposizione ci confermano che gli ordini di beni durevoli riscontrati nel corso del mese di febbraio sono aumentati di 1,7 punti percentuali su base mensile, dopo +2,3 per cento su base mensile del periodo statistico precedente. I trasporti hanno invece registrato un incremento del 4,3 per cento mese su mese, con un calo nel segmento auto pari a -0,8 per cento su base mensile e un rialzo di 47,6 per cento su base mensile (dopo il boom del +83,3 per cento su mese a gennaio) per la componente volatile dell’aeronautica civile.

USA, crescono i prezzi all’import

Nuovi aggiornamenti macroeconomici all’interno del calendario statunitense. Tra gli ultimi dati di maggiore interesse, è stato rilevato come i prezzi all’import a febbraio siano aumentati di +0,2 per cento mese su mese, e del 4,6 per cento anno su anno, dopo +0,6 per cento mese su mese, rivisto da +0,4 per cento su base mensile. A febbraio i prezzi del petrolio sono stati in calo di -0,7 per cento su base mensile, dopo due mesi di aumenti solidi. Su base annua, i prezzi del petrolio sono invece in forte rialzo, del 73,3 per cento, trainati in aumento dalle recenti novità discendenti dall’intesa OPEC e dall’accordo tra l’OPEC e l’area non OPEc. Al netto del petrolio i prezzi crescono comunque di 0,3 per cento mese su mese.

Borse USA, Wall Street in lieve rialzo

bandiera-usaIeri sera si è verificata una chiusura in moderato rialzo per Wall Street, sebbene i principali indici sembrano aver avviato una fase di sostanziale lateralità nel corso delle ultime sedute, segnale che gli operatori vogliono prendere maggior profitto e aver un atteggiamento cauto nelle ultime settimane dell’anno, dopo i decisi rialzi post-elettorali.

Al via la settimana USA post elezioni

trumpdollaroPrende il via una settimana all’insegna delle conferme, o delle smentite, per l’economia, la finanza e la politica americana. Il risultato delle elezioni ha segnato una schiacciante e, in gran parte, inattesa vittoria del repubblicano Donald Trump che, nella prossima legislatura, potrà inoltre contare sulla maggioranza in entrambi i rami del Congresso (239 seggi contro 193 i seggi alla Camera e 51 seggi contro 47 seggi al Senato).

Tassi Usa, due rialzi entro la fine dell’anno?

calculator-385506_960_720A margine della sua ultima riunione, la Federal Reserve ha previsto di alzare i tassi di interesse di riferimento due volte entro la fine dell’anno: una visione che per alcuni analisti è ottimistica, ma che è stata certificata dallo stesso FOMC, l’organo di politica monetaria della banca federale statunitense, il quale ha assunto all’unanimità la decisione di mantenere i tassi invariati in un intervallo di 0,25-0,50%.

In particolare, stando a quanto affermato dalla maggioranza dei membri, i tassi si collocheranno intorno allo 0,90% entro il 2016 e i due rialzi saranno di un quarto di punto ciascuno.

Come Volkswagen vuole uscire dallo scandalo dieselgate

toy-1223790_960_720Volkswagen sta compiendo importanti sforzi per poter uscire dallo scandalo delle emissioni negli Stati Uniti, che tanto è già costato al produttore tedesco in termini commerciali e di immagine. Ebbene, in tal proposito, secondo il giornale tedesco Die Welt, che ha citato alcune indiscrezioni, d’intesa con le authority americane Vw dovrebbe pagare cinquemila dollari a ciascun proprietario dei veicoli diesel coinvolti, per una platea che – potenzialmente – è di oltre 600.000 unità.

Già nelle ore precedenti all’accordo, la casa tedesca aveva guadagnato in Borsa il 5% – sfiorando anche un rialzo del 7%. D’altronde, l’opportunità di raggiungere un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti – invece di rischiare l’apertura di una grande battaglia in tribunale – era stata salutata positivamente, e considerata come una sorta di “compromesso” più credibile dopo che Vw ha ufficialmente indicato di voler resistere alle pressioni legali dei consumatori danneggiati a favore di un rapido processo.

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